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Agices
Il cammino del 2006

Introduzione


(ndr. Quanto segue è stato elaborato da noi partendo dai documenti dell'organizzazione, ma non è stato rivisto dai responsabili della stessa; ci scusiamo pertanto per eventuali imprecisioni.)

Introduzione

La cooperativa LiberoMondo continua a seguire con attenzione il percorso dell'AGICES, l'Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale.
Dalle prime riunioni nel 1998, che portarono alla stesura della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo, fino ad oggi, LiberoMondo ha partecipato ai lavori di AGICES credendo nell'importanza del percorso intrapreso.
Il commercio equo e solidale, da realtà sconosciuta ai più, è ora una realtà sempre maggiormente presente e radicata anche nel contesto sociale italiano.
Parecchi soggetti dell'economia tradizionale hanno cominciato ad affacciarsi su questo mondo e senza dubbio questo è un risultato importante. Questo dato deve pero' spingere le organizzazioni di commercio equo a mettere in atto percorsi che, nel rispetto delle diversità, forniscano strumenti di riconoscibilità e tutela alle organizzazioni di commercio equo.
AGICES nasce proprio dalla volontà di cooperazione delle organizzazioni italiane no-profit che da anni promuovono i prodotti e la cultura del commercio equo e solidale in Italia, e dall'esigenza di dar loro una rappresentanza nei confronti della società civile e delle istituzioni.
Tra gli scopi primari di AGICES c'è quello di gestire il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale attraverso l'individuazione di standard ed indicatori oggettivi, concreti e verificabili, che rappresentano la trasposizione operativa dei principi generali contenuti nella Carta dei Criteri.
Molto è stato fatto in questi anni, ma il lavoro continua.
 

Cos'è l'Agices

L'approvazione nel 1999 della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale, e la successiva costituzione nel 2003 dell'Associazione Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale (AGICES) sono senza dubbio due tappe importanti e significative per il movimento italiano del Commercio Equo e Solidale...un lavoro lungo anni, iniziato nel 1998, che ha coinvolto tutte le organizzazioni che in Italia si occupano di Commercio Equo e Solidale.
Costituitasi formalmente come Associazione nel maggio 2003, l'AGICES e' l'associazione di categoria delle organizzazioni che promuovono i prodotti e la cultura del commercio equo e solidale in Italia, ed e' l'ente depositario della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale.
L'AGICES, come recita il preambolo dello Statuto, "nasce dalla volontà di cooperazione delle organizzazioni italiane no-profit" impegnate nel commercio equo e solidale ed ha come obiettivi la promozione e la tutela del commercio equo come definito e descritto dalla Carta Italiana dei Criteri. Inoltre, su mandato esplicito dell'Assemblea dei Soci, rappresenta l'azione delle organizzazioni italiane di commercio equo che si riconoscono nella Carta Italiana dei Criteri.
L'AGICES, infine, ha fra i suoi scopi quello di gestire il Registro Italiano delle Organizzazioni di Commercio Equo e Solidale (RIOCES) attraverso l'individuazione di standard ed indicatori oggettivi, concreti e verificabili, che rappresentano la trasposizione operativa dei principi generali contenuti nella Carta dei Criteri.
L'iscrizione al Registro e la conseguente possibilità per le organizzazioni di commercio equo e solidale di usare la dicitura e il logo previsti, renderà possibile presentarsi di fronte ai consumatori italiani, all'opinione pubblica, alle istituzioni, agli operatori economici, alle organizzazioni del terzo settore, e affermare in maniera trasparente di essere una realtà del commercio equo e solidale, che rispetta criteri e principi chiari e condivisi, fissati dalla Carta dei Criteri e dai suoi regolamenti attuativi.

a. Organi Sociali
Gli organi dell'Associazione sono:
l'Assemblea dei Soci
Il Consiglio Direttivo
Il Comitato di Gestione del Registro
Il Collegio dei Revisori
Il Collegio dei Probiviri
Gruppi di Lavoro temporanei con mandato specifico dell'Assemblea dei Soci

a.1 Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo e' l'organo esecutivo dell'Associazione; ad esso vengono conferiti tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione (tratto dall'Art.5 dello Statuto dell'AGICES). E' composto da membri eletti dall'Assemblea dei Soci fra i candidati proposti da uno o più soci.
Si riunisce periodicamente (generalmente una voltga al mese) e, per un lavoro più efficace, i compiti ad esso affidati sono ripartiti fra tutti i membri.
Il lavoro svolto dal Consiglio Direttivo e le decisioni prese sono riportate nei verbali inviati a tutti i soci e disponibili sul sito nell'area soci.

a.2 Comitato di Gestione del Registro
Il Comitato di Gestione del Registro gestisce il Registro delle Organizzazioni Italiane di Commercio Equo e Solidale, secondo l'apposito Regolamento approvato dall'Assemblea dei soci. (tratto dall'Art.17 dello Statuto dell'AGICES)
E' composto da membri eletti dall'Assemblea al di fuori dei componenti degli altri organi dell'Associazione, fra i candidati proposti da uno o più soci.

a.3 Collegio dei Revisori

Il Collegio dei Revisori verifica periodicamente la regolarità formale e sostanziale della contabilità e redige una relazione da allegare al bilancio preventivo e consuntivo (tratto dall'Art.15 dello Statuto dell'AGICES).
E' composto da tre persone elette dall'Assemblea al di fuori dei componenti degli altri organi dell'Associazione. L'Assemblea, oltre ai tre membri effettivi del Collegio dei Revisori, elegge anche due membri supplenti.

a.4 Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri decide sulle decisioni di espulsione, sui dinieghi di ammissione, sui ricorsi relativi ad altre sanzioni, sui dinieghi di iscrizione al RIOCES (tratto dall' Art.16 dello Statuto dell'AGICES).

 
 

Risoluzioni, mozioni e delibere

Di seguito, le risoluzioni, le mozioni e le delibere a favore della promozione del Commercio Equo e Solidale:

Parlamento Europeo
° Risoluzione 8 ottobre 1991 sul sostegno attivo ai piccoli coltivatori di caffè del Sud del mondo mediante una politica mirata di approvvigionamento e di introduzione di tale prodotto di provenienza del Commercio Equo e Solidale nelle istituzioni comunitarie.
° Risoluzione n. A3-0373/93 del 19 gennaio 1994 sulla promozione del commercio equo e solidale fra Nord e Sud.
° Risoluzione n. 198/98CE 1998 sul commercio equo e solidale, approvata il 2 luglio 1998.

Parlamento Italiano
° Sono state approvate 4 mozioni da parte del Senato e della Camera del Parlamento italiano nel corso del 2003.
° Decreto Deroghe alla Prevalenza per le Cooperative (31/12/05).

Consigli regionali
° Mozione Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (D.D.L. n. 297/3).
° Mozione Regione Marche (B.U.R. Marche n.82 del 17/10/1995).
° Legge Regionale Toscana (n.24/2005).
° Progetto di Legge Lombardia Verdi.
° Progetto di Legge Veneto.
° Delibera Giunta Regionale Trentino Alto Adige.
° Legge Regionale Friuli Venezia Giulia (n.29/2005).
° Legge Regionale Abruzzo (n.7/2006).
° Progetto di Legge Piemonte (n.279 04/05/2006).
° Progetto di Legge Umbria.

Consigli provinciali
° Delibera Consiglio provinciale di Alessandria (n.43410 del 27/07/1998).

Consigli comunali
° Mozione del Comune di Bologna (22/03/1999).
° Delibera Comuni di Gaeta e Formia.
° Mozione Comuni di Recco e Camogli.
° Mozione Comune di Casalmaggiore.
° Mozione Comune di Ancona (n.289 dell'11/05/1998).
° Mozione Comune di Venezia (03/11/2003).
° Mozione Comune di Milano (17/11/2003).
° Mozione Comuni di Padova e Genova.
° Ordine del giorno Comune di Roma (n.63 del 07/05/1998).
° Ordine del giorno Comune di Casale Monferrato (15/07/1997).
Novi Ligure (22/06/1998).
° Delibera Comune di Cardano al Campo (n.48 del 1998).
° Delibera Comune di Torino.

 
 

La legge nazionale

Il testo, frutto di un lavoro congiunto con Transfair e Assobotteghe, ha come obiettivo il sostegno alle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale (Comes) e ai loro prodotti e mira a mantenere in capo alle organizzazioni di Comes il controllo sui contenuti del commercio equo e solidale e sulla filiera.
La legge è strutturata attorno a una definizione generale di Commercio Equo e Solidale e alla istituzione di un albo nazionale alla cui iscrizione sono subordinati tutti i benefici e gli incentivi.

La definizione di Comes
Rispetto alla versione iniziale è stata abbandonata la distinzione tra commercio equo e "commercio etico", per adottarne una imperniata sulla distinzione di filiera: da un lato la filiera "integrale", basata sulle organizzazioni di commercio equo, dall'altra la semplice certificazione di prodotto.
La definizione di Comes è abbastanza sintetica e affronta il tema dal punto di vista dell'attività svolta, facendo riferimento a tre concetti cardine, quali partnership, processo e accordo:

1. partnership: viene qualificata come "cooperazione economica" e rinvia all'idea della relazione paritaria fra soggetti e del rapporto commerciale come forma di collaborazione per uno scopo comune;
2. processo: il commercio equo non è un'attività istantanea, ma è volta ad accompagnare il processo di autosviluppo del produttore; dunque è necessariamente dispiegata nel tempo; e non garantisce un risultato immediato, ma lo persegue attraverso una strategia graduale;
3. accordo: il contratto originario tra produttore e partner é il momento significativo che caratterizza l'intera filiera produttiva; l'attività degli altri soggetti può essere qualificata come commercio equo solo se fa riferimento a questo accordo e ne consente l'attuazione.

Lo strumento dell'accordo originario permette:
° di individuare il momento ritenuto più significativo del Commercio Equo e Solidale, ossia il rapporto con il produttore;
° di individuare uno strumento che consenta di documentare i contenuti del rapporto tra produttore e organizzazione partner (importatore);
° di delimitare l'ambito fondamentale da sottoporre al controllo di terzi (istituzioni o altri soggetti deputati) che vogliano verificare la presenza dei contenuti dichiarati fondanti una relazione di commercio equo.

L'accordo deve sempre prevedere una durata pluriennale (a garanzia della stabilità del rapporto e per la sua caratteristica di processo graduale) e contenere i seguenti punti:

a) il pagamento di un prezzo equo;
b) misure a carico del committente per il graduale miglioramento della qualità del prodotto e/o del servizio realizzati dal produttore o dei suoi processi produttivi, nonché a favore dello sviluppo della comunità locale cui il produttore appartiene;
c) il progressivo miglioramento degli standard ambientali della produzione;
d) la trasparenza della filiera anche nei confronti dei terzi;
e) l'obbligo del produttore di remunerare in maniera adeguata i lavoratori, in modo da permettere loro di condurre una esistenza libera e dignitosa, e di rispettarne i diritti sindacali;
f) l'offerta, a carico del committente, del pagamento di una parte rilevante del prezzo al momento dell'ordine.

Questi elementi devono essere meglio precisati nei disciplinari interni delle organizzazioni di "secondo livello" o di rappresentanza (ad esempio Agices), che avranno il compito di accreditare quelle di primo livello (botteghe, importatori..).

La filiera integrale
La filiera integrale è tale quando si compone solo di organizzazioni di commercio equo: il Committente (Importatore) è un'organizzazione di commercio equo in virtù dell'accordo originario stipulato con il produttore, mentre le altre organizzazioni si possono definire tali nella misura in cui la loro attività sia funzionale a promuovere l'accordo originario nelle diverse forme (commerciale, informativo, formativo).
I requisiti principali della filiera integrale sono l'assenza di lucro e la struttura democratica, per cui è previsto che vi siano soggetti che svolgono attività di partner (cioè di relazione diretta col produttore) unitamente a quella di distribuzione, e che vi siano soggetti che facciano solo distribuzione o attività educativa/formativa.

L'albo
L'albo è concepito su due livelli: uno riservato alle organizzazioni "rappresentative" e di certificazione, l'altro alle altre organizzazioni.
Il principio seguito è il seguente: ogni organizzazione può iscriversi all'albo, a condizione di essere iscritta (e di mantenere l'iscrizione) nel registro di una delle organizzazioni rappresentative legittimate dalla legge a "certificare" la natura di organizzazione di commercio equo (vale a dire iscritte nel secondo livello dell'albo).
Alle organizzazioni di secondo livello (ad esempio Agices) è attribuito il potere di specificare nei propri disciplinari interni i criteri generali che la legge detta in tema di commercio equo e quello di certificare la filiera.
Alla sezione riservata potranno iscriversi anche gli enti di certificazione di prodotto: il meccanismo della legge prevede che solo i prodotti certificati da enti iscritti nell'albo possano fruire delle agevolazioni della legge.

 
 

Leggi regionali

4.1. La proposta di Agices
Il Commercio Equo e Solidale è stato più volte indicato come uno degli strumenti più adatti per complementare programmi di cooperazione e sviluppo da realizzare nei paesi del Sud del Mondo.
A seguito di un incontro promosso ed organizzato da AGICES in occasione di "Fà la cosa giusta" (Milano, marzo 2006), si è costituito un gruppo di confronto e discussione sulle leggi regionali che sta cercando di coordinarsi e di scambiare informazioni.
E' stata elaborata una prima bozza di modello di legge regionale da adattare alle esigenze peculiari di ciascuna Regione.
La bozza non è pensata per essere presa tout court per riproporla alle singole Regioni, ma è importante che le organizzazioni attive sul territorio riflettano sulle specificità della propria Regione e di conseguenza modifichino la bozza a seconda delle diverse esigenze e situazioni.
In diverse regioni sono stati avviati dei percorsi con i vari consigli regionali per arrivare a delle proposte di leggi locali; tra queste il Veneto, la Liguria, la Lombardia, il Lazio.
In altre regioni si è già arrivati all’approvazione di una legge regionale, come nel caso della Toscana e dell’Umbria.

4.2. La situazione piemontese
E' stata organizzata una prima riunione, a cui sono state invitate le organizzazioni di commercio equo e solidale piemontesi, allo scopo di confrontarsi riguardo la richiesta dei consiglieri regionali: 6 le organizzazioni rappresentate, tra cui LiberoMondo.
E' stata evidenziata la necessità che il percorso piemontese sia armonico rispetto al percorso nazionale.
Si è poi deciso di costituire un gruppo di coordinamento che, come servizio alle varie organizzazioni, raccolga e dia sistematicità ai contributi che perverranno e segua, sia il percorso avviato a livello nazionale, che le esperienze che si stanno sviluppando nelle altre regioni.
Per dare maggiore legittimità al gruppo di coordinamento (di cui fa parte anche LiberoMondo) si è deciso di richiedere una delega formale a tutte le organizzazioni piemontesi.
La proposta di legge è poi stata presentata e al momento è in attesa di essere discussa in commissione.
Allo scopo di costruire una base comune di conoscenze e di aprire un confronto allargato con tutte le forze politiche, si è organizzato il 25 febbraio 2007 un seminario sul tema della legge coinvolgendo sia le organizzazioni che i politici interessati.