Viaggio in Chiapas tra i produttori del Progetto Tatawelo

                     
                     
                     
Il Progetto Tatawelo   Associazione Tatawelo - para todos todo
               
Il progetto Tatawelo (“avo” in lingua tzeltal)  è nato nel 2003 dalla sinergia tra diverse organizzazioni dell’economia solidale italiana per sostenere le comunità indigene zapatiste del Chiapas, in Messico, attraverso la commercializzazione del caffè.
Il caffè è il principale prodotto di esportazione e fonte di reddito per centinaia di famiglie di piccoli produttori. La commercializzazione, inoltre, è uno dei pilastri fondamentali sul quale si regge la costruzione dell’autonomia zapatista: infatti è anche grazie al lavoro delle cooperative indigene e alla vendita dei prodotti nei circuiti del mercato solidale, che i governi autonomi del Chiapas sostengono le strutture educative, sanitarie e lo sviluppo complessivo delle loro comunità.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                     
La collaborazione con LiberoMondo, avviata nel 2006, si è ampliata nel 2010 con la realizzazione di una linea completa di caffè, denominata Café Progetto Tatawelo, che si è affiancata al preesistente Café Excelente dell’associazione Tatawelo.
L’Associazione Tatawelo e la cooperativa LiberoMondo collaborano sia per i viaggi di verifica che per l’importazione e la distribuzione del caffè della linea Progetto Tatawelo attraverso la rete delle Botteghe del Mondo e i Gruppi di Acquisto Solidale.
                     
                     
Viaggio missione 2015            
           
Dal 18 luglio scorso due soci dell’associazione Tatawelo, Dulce e Walter, sono in viaggio per visitare le comunità di produttori di caffè di Guatemala e Messico per verificare lo stato dei progetti e delle collaborazioni in essere.
                     
Qui i seguito i messaggi inviati da Dulce e Walter:   
                     
                     
21 luglio - Chiapas (Messico)
    Giunta del Buon Governo Roberto Barrios - Tatawelo 2015
           
In questo momento due soci dell'associazione Tatawelo, Dulce e Walter, sono in Chiapas e hanno incontrato la Giunta di Buon Governo del Caracol 5.
Nei prossimi giorni visiteranno i dirigenti della cooperativa autonoma Ssit Lequil Lum e della cooperativa Yachil.
 
 
 
 
 
 
           
                     
                     
25 luglio - Chiapas (Messico)            
                     
"Walter e Dulce sono appena tornati dalla visita a Esperanza Morrison, la comunità di Eduardo, il Presidente della Ssit Lequil Lum, dove hanno incontrato 26 soci della cooperativa autonoma.
Con loro hanno visitato 3 cafetales e avviato il laboratorio per la riproduzione di microorganismi per il contrasto biologico alla "roya".
Prima della comparsa di questo fungo, nell'area di Esperanza Morrison si produceva caffè pergamino in quantità sufficiente a riempire un container, mentre l'anno scorso, dopo la comparsa della "roya", si è arrivati a meno di un terzo.
I soci stanno piantando caffè "criollo arabica", proveniete da vivai interni ai loro cafetales, come da regolamento interno della cooperativa.
La "roya" in questo momento è presente in forma debole, perché non sono ancora arrivate le piogge. Questo è quind il momento giusto per applicare i microorganismi antagonisti che si producono direttamente nei laboratori installati in zona.
Con l'attivazione di Esperanza Morrison sono 3 i centri di riproduzione e distribuzione di questi microorganismi impiantati nel Caracol dei nostri cafetaleros, all'appello ne mancano solo altri 2.
Per questo progetto di lotta biologica alla "roya" e il reimpianto dei cafetales a sostegno della Ssit Lequil Lum, l'Ass. Tatawelo ha versato a dicembre 2014 la cifra di 6.000 euro, prelevati dal fondo della Quota Progetto. Siamo in attesa di indicazioni per versarne altrettanti, al fine di permettere l'attivazione degli altri 2 laboratori e per procedere all'assunzione di un secondo agronomo che lavorerà per il Desmi, ong locale che segue il progetto, a supporto dei produttori di caffè."
  Cos'è la Roya?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  “Hemileia vastatrix” è il nome scientifico del fungo che causa la malattia delle piante di caffè nota, in Centro e Sud America, come “Roya del Café”. La Roya (ruggine) è tra le malattie più temute dai cafetaleros, difficile da individuare in tempo per tentare qualche rimedio, devastante nelle sue conseguenze. Il fungo si insinua nelle trame delle foglie, inizia a macchiarle fino a farle cadere.
Quando una pianta di caffè è senza foglie muore, allora non si può far altro che sradicare la pianta, bruciarla e sostituirla con una piantina nuova che, però, inizierà a produrre non prima di 4-5 anni.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
           
  cliccate sulle foto per ingrandirle
  Vivaio - Comunitè Esperanza Morrison - Ssit Lequil Lum   Trasferimento in campo di una nuova piantina di caffè
   
   
           
           
  Laboratorio per la lotta alla Roya   Dinamizzazione microorganismi anti Roya
   
   
           
           
            Produzione zucchero panela   Tavole per essiccazione caffè
             
             
                     
                     
                     
26 luglio - Chiapas (Messico)            
                     
Rispondendo alla richiesta di aiuto da parte del collettivo "Solidarietá Diretta con Chiapas" e "Cafè Rebeldia" di Zurigo (Svizzera), siamo stati al Caracol di Morelia, dove ha sede la terza cooperativa zapatista, la“Yochin Tayel Kinal”, nome che significa “Entrando nella terra”.
A questa cooperativa, fino al raccolto 2006, i produttori della Ssit Lequil Lum conferivano il caffè verde, quando non erano ancora pronti per gestirsi in proprio e non avevano l'autorizzazione per esportare, tanto che la neonata Associazione Tatawelo (costituitasi il 24/10/2005) per la sua prima importazione diretta era "passata" attraverso la Yochin.
                     
Al Caracol ci accolgono due Giunte del Buon Governo perchè siamo arrivati nel momento del cambio delle consegne. Alcuni di loro sono soci della cooperativa e ci illustrano una situazione disastrosa. L'anno scorso il caffè prodotto è stato sufficiente solo per l'autoconsumo, con la "Roya" che ha distrutto intere piantagioni, riducendo in ginocchio la loro economia.   Caracol Morelia - murales
 
 
 
 
 
 
           
Lontani sono i tempi dove nel loro magazzino lavoravano direttamente il caffè. Infatti la Yochin è l'unica ad avere un impianto di selezione a griglia e occhio elettronico per il caffè. Purtroppo lo scorso anno, per l'infestazione della "Roya" che ha falcidiato la produzione, magazzino e impianti sono rimasti inattivi.  
           
           
  Caracol Morelia - cafeteria zapatista
 
 
           
Confidiamo loro le difficoltà della Ssit Lequil Lum, suggerendo conseguentemente di prendere in considerazione la possibilità di riallacciare la collaborazione di una volta, per unire le forze e i mezzi, per favorire un'eventuale prossima esportazione congiunta, che ridurrebbe i costi e darebbe un po' di respiro e animo ai produttori.  
 
 
 
 
           
           
Chiaramente ammesso che il prossimo anno possa esserci un quantitativo di caffè verde "sostenibile" per una operazione del genere.
                     
Un cenno lo diamo anche sul discorso "bodega", da riprendere come valutazione comune, appena si riesca a recuperare i cafetales, cioè a poter ritornare a un livello di produzione accettabile.
                     
Per la zona della Yochin si è in una situazione, come detto, di emergenza assoluta. Per recuperare i cafetales ci vorrebbe un bell'intervento mirato di agroecologia con microorganismi, così come impostato nelle zone di Ssit Lequil Lum e Yachil (nonostante sia attuato al ritmo zapatista del "lento, ma avanzo"), che però nella zona della Yochin non è addirittura mai partito.
Raccontiamo della nostra esperienza con Desmi, con cui si sta portando avanti l'installazione dei laboratori di agroecologia, dei risultati osservati e di quelli attesi, e proponiamo di fare da "messaggeri", contattandoli direttamente. Lasciamo anche una pubblicazione sul tema curata dall'agronomo del Desmi, Rigoberto Albores.
  Formazione per il contrasto alla Roya
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
      Dulce e Walter  
                     
                     
                     
28 luglio - Chiapas (Messico)            
                     

"Oggi abbiamo incontrato la Junta del Buen Gobierno del Caracol di Oventic".
Questo il resoconto della giornata odierna di Walter e Dulce:

Oggi siamo partiti alle 8 del mattino, con mezzo direttivo della cooperativa Yachil, per incontrare la Junta del Buen Gobierno del Caracol di Oventic, speranzosi di fare presto, anche perché la cooperativa è nel mezzo di un trasloco dell'ufficio nella nuava sede (foto verde),
Il viaggio dura due ore, arrivati si aspetta la vigilanza del Caracol e si consegnano i dati dei documenti e si indica il motivo della visita, poi...
si aspetta...
si aspetta...
si aspetta...
la risposta della Junta, che a volte arriva subito, oggi non arriva, siamo rimasti fuori dal portone per 3 ore...
Alla fine ci dicono di ripassare il 10 agosto, come se vivessimo a San Andres de los Pobres il paese a fianco, senza considerare che per quella data noi saremo pronti all'imbarco aereo per il ritorno a casa.
Rimandiamo la risposta alla Junta, dicendo che le date erano state concordate con la nostra richiesta scritta in data 20 maggio, e aspettiamo nuovamente…
Con fortuna (in punta di piedi su un dosso, unico punto, per motivi sconosciuti, dove prende il cellulare) riusciamo a chiamare Gabriel, il Segretario della Yachil, che incaricato dal Presidente della cooperativa, parte immediatamente per il Caracol, perchè la missione rischia di saltare.
Nel frattempo folti gruppi di ZapaTuristi attraversano la porta del Caracol per le visite fotografiche. Tutti ci chiedevano informazioni e ormai facevamo parte della portineria del caracol.

  Oventic - Chiapas
 
 
 
 
 
 
 
 
           
           
  Oventic Murales - Chiapas
 
 
 
 
 
 
 
 
           
           
  Oventic Murales - Chiapas
 
 
 
 
 
 
 
 
           
           

Alla fine Gabriel riesce a farci ricevere dalla Junta del Buen Gobierno, che candidamente si scusa per la lunga attesa, durata alla fine 6 ore.
Parliamo del nostro progetto e chiediamo il permesso per la visita ai produttori, magazzino e laboratorio di agroecologia. Una chiaccherata gradevole di due ore e alla fine sorrisi e strette di mano e, soprattutto, la sospirata autorizzazione.
Domani si parte alle 5 per Polho, paesino perso nelle montagne, per visitare i produttori di quella zona, e quindi per alcuni giorni saremo disconnessi.

A presto                
Dulce e Walter              
                     
                     
29 - 30 - 31 luglio - Chiapas (Messico)   Yachil 1
             

Alle 5 del mattino ci troviamo sul ponte nel lato basso del mercato comunale di San Cristobal de las Casas, giá si affannano i mercanti nel preparare i loro banchi. Mentre spuntano i carretti delle signore che offrono caffè e tamales la colazione ideale prima di affontare il viaggio.
Ci accompagna Aurelio il segretario della cooperativa Yachil Xojobal Chulchán (Nuova Luce nel Cielo), cerchiamo un mezzo economico che parta in tempo breve, per fare le due ore di tragitto necessario, e alla fine concordiamo con un taxista di San Pedro Polho.
Il Nissan Tsuru, con pararezza rigorosamente rotto e marmitta inesistente, si inerpica sulla montagna dando una breve tregua alle nostre orecchie solo quando si ferma per fare benzina a uno dei vari distributori di taniche che si incontrano sempre in queste zone isolate.
Alla fine arriviamo al Municipio Autonomo Zapatista di San Pedro Polho, dove si trova il magazzino della cooperativa. Appena scesi dal fuoristrada ci vengono incontro tutti componenti del Direttivo uscente. Abbracciamo il Presidente Juan, con cui avevamo fatto insieme il viaggio lo scorso anno per seguire il tragitto del caffè dal loro magazzino fino al porto di imbarco di Veracruz. Parliamo delle nostre famiglie e ci racconta che domani verranno tutti i coordinatori delle diverse aree di lavoro della cooperativa, e i neo eletti Presidente, Segretario e Tesoriere, per il passaggio dell'incarico nel nuovo mandato.
Un sopresa inaspettata, ma molto gradita, che ci consentirá di stringere le prime relazioni con il nuovo Direttivo della Yachil.
Carichiamo insieme una ventina di sacchi di caffè pergamino che portiamo a lavorare nel vicino beneficio secco di Union Majomut, dove è stato selezionato quest'anno il loro caffè verde, cioè quello che ci hanno spedito con il container appena arrivato, così da conoscere, e valutare di persona, anche questo altro "tassello" della nostra filiera del caffè.

 
 
 
         
  Yachil 2
 
 
 
 
         
  Yachil 3
 
 
 
 
         
  Yachil 4
 
 
 
 
         
  Yachil 5
 
 
 
 
 
 
 
             
                     
Yachil 6     Yachil 7
   
   
   
   
                     
                     
                     
Visita al cafetal di Aurelio   Yachil 8

Dormiamo tutti insieme nel grande stanzone adibito a ufficio, sala riunioni e magazzino: qualcuno sulle panche, noi comodi sulle nostre inseparabili amache con annesso sacco a pelo per il freddo notturno.
Di buon mattino ci avviamo con la comitiva a Poconicin (in Tzental "Fiore Antico"), comunitá a 1500 metri d'altezza, dove Aurelio e la sua famiglia hanno diversi appezzamenti di caffè. Aurelio è il Segretario della Yachil, ha 5 figli che non vede da 10 giorni, perciò lungo la strada ci fermiamo dal macellaio locale per la spesa. La carne in comunitá non è cosa da tutti i giorni, ma si deve festeggiare il ritorno a casa e la fine del mandato che in questi anni lo ha tenuto lontano dalla sua famiglia.
Dalla casa per raggiungere il cafetal si cammina 40 minuti, il pendio è lieve e per la prima volta notiamo che il caffè cresce in mezzo a una pineta.
La "Roya" è presente e fa vedere i suoi effetti dello scorso anno, ci sono piante spoglie o abbattute, molte piante hanno messo nuove foglie e germogli, ma soprattutto ci sono vivai per il ricambio.
Le piantine sono state selezionate all'interno del cafetal, principalmente della varietà Garnica, che è stata la più resistente alla "Roya". Con questa ulteriore visita ai cafetales, dopo quelli della Ssit Lequil Lum, ci rendiamo conto che la "Roya" colpisce a zone, infatti in altri la situazione è decisamente migliore.
Alla fine del suo mandato Aurelio dovrá impegnarsi molto per ottenere un buon raccolto, ma è sicuro che ci riuscirà.

 
 
 
 
         
  Yachil 9
 
 
 
 
         
  Yachil 10
 
 
 
 
         
  Yachil 11
 
 
 
 
         
  Yachil 12
             
             
             
L'incontro con il nuovo Direttivo  
Dal mattino arrivano poco a poco i vari rappresentanti delle diverse aree della Yachil. Al caldo sole del mattino condividiamo il "pozol" (bevanda di mais), mentre spostiamo le panche dall'ufficio al piano superiore. Alla fine ci sono 50 soci produttori, con incarichi di vario genere divisi per zona. La cooperativa copre un territorio ampio tra queste montagne e quindi non è sempre possibile, ne facile, incontrarsi.
Apre la seduta Juan, il Presidente uscente, che ci presenta e spiega i motivi per cui siamo li e l'importanza del momento. Seduti in mezzo agli altri il nuovo Presidente, Segretario e supplente Tesoriere prendono appunti sulla relazioni che svengono presentate in lingua maya Tzental.
Per quattro ore che seguono, anche se non capiamo una parola, assistiamo al passaggio delle consegne e il report del proprio mandato.
Le cariche elettive della cooperativa cambiano completamente, ma la base dei giovani che lavorano in ufficio, quindi con l'esperienza "professionale" acquisita, restano per dare continuità al progetto.
Pane dolce e bibite fresche chiudono questa parte istituzionale, quindi prendiamo la parola e raccontiamo, con traduzione frase per frase, dell'Associazione Tatawelo e di Libero Mondo. Mostriamo i video dello scorso anno, le foto della visita al cafetal e quelle dell'incontro appena svolto.
Alla fine grandi applausi, riconoscimento per il lavoro e volontá di continuare il cammino insieme.
         
  Yachil 13
 
 
 
 
         
  Yachil 14
 
 
 
 
         
         
         
         
  Yachil 17 - il nuovo direttivo
 
 
 
 
  Il rinnovo del direttivo della coop. Yachil
 
                     
                     
Municipio Autonomo di San Pedro Polho          
San Pedro Polho è il più grande dei Municipi Autonomi zapatisti, consta di 7.000 persone e si trova su un pendio. Un cancello con vigilanza 24 ore chiude l'unica strada sterrata che porta al parco centrale e casa del Consiglio Municipale, i sentieri collegano le case degli abitanti, mentre "Radio Resistencia" trasmette buona musica che si sente in tutte le case.
Il cielo minaccia pioggia e quindi passiamo volentieri la notte a casa di Omar, uno dei giovani della Yachil.
Omar ha costruito la sua casa in un bel appezzamento di piante da frutto e caffè per autoconsumo. Nel patio corrono felici dietro i pulcini e le oche i suoi 5 figli. La moglie Lupita è intenta a preparare caffè e tostadas. Noi arriviamo con tutti gli ingredienti per preparare una buona polenta. Nonostante il consumo di mais sia giornaliero, il modo di cucinare la polenta è una grande novità che piace molto, e quindi quando ne abbiamo la possibilità condividiamo la ricetta.
Dopo cena visito le case dei parenti di Omar, mentre Dulce resta a casa con Lupita che le insegna i bellissimi ricami del vestito tradizionale.
  Yachil 15
 
 
 
 
         
  Yachil 16        
 
 
 
 
         
  Chiesa - Polho
 
 
 
 
Ci sorprende la pioggia e torrenti di acqua e fango iniziano a scorrere giù dal pendio, è ora di rientrare. Durante una breve tregua riprendiamo il sentiero che porta alla casa, il fango è insidioso e le mie scarpe poco adatte, cado rovinosamente. Normalmente quando visito queste zone porto con me gli indispensabili stivali di gomma, ma questa volta mi ero fidato del clima secco che da mesi asseta la zona.
A casa di Omar ci accoglie una triste notizia: la madre di Lupita è gravemente malata e domani mattina tutta la famiglia viaggerà per andare a trovarla.
Avevamo pensato di restare fino a domenica per incontrare altri produttori e partecipare alla vita del Municipio Autonomo, lo rimandiamo alla prossima volta.
Dormiamo tutti insieme nella stanza, sentiamo la preoccupazione della famiglia. Cessa di piovere e una luna piena illumina il patio di casa.
La mattina seguente il taxi aspetta la famiglia, ma prima di partire Omar ci porta alla radio per fare una ringraziamento pubblico a tutti e tutte le persone che ci hanno accolto in questi giorni, un gran arrivederci e un buon raccolto di caffè.
                     
Dulce e Walter                  
                     
                     
                     
Per maggiori informazioni:          
                     
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